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Biografia di Bernard Aucouturier

Il Prof. Bernard Aucouturier si racconta

Sono nato nel 1934 in un villaggio presso Tours capitale della Touraine. Il giardino della Francia. Sono l'ultimo di una famiglia di quattro figli.

Nel corso dei miei primi anni ho vissuto una educazione abbastanza libera vicino ai miei genitori, che lavoravano come maestri nella scuola in campagna.

I miei studi secondari non mi hanno appassionato, ma gli sport individuali mi hanno permesso di affermarmi e, dopo la laurea nel 1954, mi hanno permesso di intraprendere gli studi per diventare professore di educazione fisica. Questi studi mi hanno deluso perché troppo meccanicistici e fisici, mi interessava solamente la pedagogia del movimento. Dal 1959 sono professore di educazione fisica.

Nel corso di questi cinque anni, ho aderito alle idee del dott. Le Boulche che rimetteva in causa l'educazione fisica in generale per un approccio più scientifico. Mi sono interessato al lavoro di Vayer e Lapierre, le mie letture erano Freud, Ajuriaguerra, Ferenczi, Reich, Mannoni, Dolto, Klein e i grandi pedagogisti quali la Montessori, Dewey, Decroly, Freinet, Makarenko e Neill. Da tutte queste letture, sono uscito intellettualmente incuriosito e stimolato.

Mi sono sposato nel 1956 con Michelle, formando una grande famiglia con cinque figli. Questa famiglia mi ha accompagnato lungo tutto il mio percorso professionale.

Nel 1960, ho compiuto il servizio militare nel corso della guerra in Algeria.

È stato questo un periodo nero per tutto quello che ho vissuto di incomprensibile e di atroce, mentre curavo la popolazione e apportavo l'insegnamento della lingua francese.

Questo periodo è stato decisivo nel mio rapporto con le persone in situazioni di debolezza e di oppressione!

Nel 1961 sono stato nominato professore di educazione fisica a Lione e ho constatato rapidamente che non ero adatto a questa professione perché troppo orientata verso lo sport e la selezione.

Nel 1962 ritorno alla mia regione d'origine perché chiamato in un centro di rieducazione fisica nella città di Tours. In seguito questo centro cambiò il suo nome: da centro di educazione fisica specializzata diventa centro di pratica psicomotoria.

Questo centro pubblico del Ministero dell'Educazione Nazionale accoglie dei bambini che presentano delle turbe di atteggiamento morfologico e anche dei bambini con turbe gravi di comportamento.

Fin dal 1963 mi impegno in due sperimentazioni.

La prima è la rimessa in causa della ginnastica correttiva di cui beneficiano i bambini con turbe dell'attitudine. Ho dimostrato che queste turbe erano legate tanto a dei fattori ereditari quanto a dei fattori tonico-emozionali relazionali, particolarmente a ogni bambino. La pratica proposta consisteva nel lasciare il bambino scegliere la propria postura verticale sollecitando le sensazioni di equilibrio di allenamento tonico, di simmetria corporale. Si è trattato, per ogni bambino, di scoprire un miglior essere posturale condiviso con altri bambini.

È stata una rivoluzione in un'epoca dove si parlava e praticava il motto “ti tengo dritto”.

La seconda sperimentazione è quella vissuta con i bambini difficili raggruppati nelle classi annesse ad ogni scuola elementare. Ho animato delle sedute in collaborazione con gli insegnanti specializzati della classe. I bambini erano posti in una situazione di ricerca con il movimento ed il ritmo. La pedagogia era leggera e agile, lasciava grande spazio alla iniziativa creatrice, individuale e collettiva. Ogni seduta dava l'occasione di percepire i cambiamenti di questi bambini.: il loro piacere era evidente e l'insegnante constatava subito il loro interesse per la attività scolastiche.

Incoraggiato per l'aiuto portato a questi bambini, nel 1970 sono intervenuto regolarmente con dei gruppi di bambini dell'asilo nido e della scuola materna dove vivevano il piacere della ripetizione del movimento e il piacere di giocare.

A partire dall'esperienza con bambini difficili, ho cominciato a aiutare individualmente dei bambini handicappati a esprimersi e a comunicare. Il bambino “Bruno” è stato una delle mie prime esperienze terapeutiche psicomotorie, convinto che l'aiuto consisteva nell'incontrare il bambino a un livello di comunicazione non verbale, come partenza di tutta l'evoluzione futura.

A mio avviso, l'originalità della terapia psicomotoria era già agli antipodi delle pratiche strumentali. Molte psicomotricisti mi parlano ancora del film “Bruno”, eravamo nel 1972!

Quei primi dieci anni d'esperienza educativa e terapeutica nel centro di Tours sono stati utili nello sviluppo della pratica psicomotoria attuale, basata sulla espressività del corpo. Ero già convinto che l'evoluzione di tutte le funzioni del bambino: motorie, affettive, immaginarie e cognitive non potevano svilupparsi che attraverso un approccio globale dove tutte le funzioni erano sollecitate al tempo stesso.

Ero convinto che solo la libertà di movimento e la libertà di espressione in un quadro rassicurante così come l'ascolto delle emozioni, valori profondi della storia del bambino dovevano essere rispettati.

Ero convinto che il piacere doveva essere sempre ricercato, e che l'atteggiamento dell'ascolto emozionale era fondamentale all'evoluzione del bambino.

Nel 1964 fino al 1996 contemporaneamente al mio lavoro nel centro di Tours, ho insegnato nel centro di formazione dei rieducatori e psicomotricisti dell'Educazione nazionale (oggi questa formazione non esiste più).

Anche la mia formazione continuava, la mia curiosità intellettuale, stimolata attraverso corsi in Francia e all'estero sullo sviluppo del bambino attraverso la via del corpo, non si è mai interrotta.

Nel 1967, con André Lapierre e Pierre Vayer abbiamo creato la “Società Francese dell'Educazione e della Rieducazione Psicomotoria” la SFERPM. Io ero il segretario e Lapierre il presidente. Il primo colloquio internazionale della SFERPM ha avuto luogo a Tours nel 1969 dove si sono incontrati centinaia di professionisti francesi e stranieri, interessati a questo approccio più corporale, relazionale e simbolico e alla terapia.

A partire da questo periodo, numerosi professionisti dell'infanzia sono venuti a Tours (al Palais des sport) a osservare la pratica psicomotoria che si stava costruendo con i bambini nell'asilo nido e alla scuola materna, così come con bambini di cui le turbe di comportamento erano più o meno gravi.

Nel 1980 lascio lo SFERPM.

Nel 1986 ho creato L'associazione Europea delle Scuole di Formazione alla Pratica Psicomotoria (ASEFOP). Ne sono stato il presidente fondatore. Questa associazione raggruppa delle scuole di formazione alla Pratica Psicomotoria in Germania, in Belgio, in Spagna, in Italia, in Portogallo.

Nello stesso tempo si aprono in Argentina, in Messico, in Brasile in Perù, dei corsi di formazione alla Pratica Psicomotoria Aucouturier (PPA).

Assumo la presidenza dell'ASEFOP per venti anni.

Questa vasta esperienza che va dal normale al patologico da una ventina d'anni, mi ha permesso di osservare lo sviluppo del bambino e di mettere in evidenza i punti comuni e le differenze tra le pratiche educativa e terapeutica, mi ha permesso di strutturare il quadro della PPA, i suoi obiettivi, il suo dispositivo e l'attitudine dello psicomotricista specialista in PPA. Riconosco che tutto è stato facilitato dalla libertà che ho avuto nello sviluppare questo aiuto per il bambino.

Il Centro di Tours è diventato, col passare degli anni, un laboratorio di esperienze educative e clinica per l'osservazione del comportamento dei bambini. Le ricerche teoriche e le pratiche sono state costanti, stimolanti per numerosi praticanti che seguivano la formazione alla pratica psicomotoria così come per i colleghi neuropsichiatri, psicanalisti, semiotici, psicologi che, per la loro illuminazione particolare sulla pratica, l'hanno molto arricchita.

Il Centro di Tours che non esiste più da quando mi sono ritirato in pensione nel 1996, è stato durante questi ultimi quindici anni, un luogo di scambi e, per molti psicomotricisti francesi e stranieri, un luogo di riferimento dove la psicomotricità del bambino era piacere, movimento, espressione libera, gioco, creazione, interazione e comunicazione.

La pubblicazione di differenti lavori scritti in collaborazione con diversi colleghi: A. Lapierre, I. Darrault, J.L. Empinet, G. Mendel, hanno costellato questo percorso appassionante di ricerche e di pedagogia.

Nel 2004, un libro “I fantasmi d'azione e la Pratica Psicomotoria” fa il punto sui concetti e le pratiche dei miei ultimi anni professionali.

La PPA fa riferimento alla psicanalisi (S. Freud, M. Klein, D.V.Winnicott) per comprendere profondamente l'espressività del bambino. Tuttavia, la PPA nei suoi principi d'aiuto, non è una psicanalisi del bambino perché è un aiuto alla sua maturazione, dove le sensazione, la tonicità, le emozioni, la motricità, l'espressività, gli affetti, l'immaginario, sono i riferimenti della pratica dello psicomotricista specialista in PPA per aiutare il bambino a evolversi.

La PPA non è un metodo, è più una metodologia con un suo quadro, i suoi principi, e la libertà di esprimersi e di esprimersi e di agire spontaneamente dentro il quadro; la PPA resta una pratica che si arricchisce, si approfondisce in permanenza, non è ne chiusa ne statica. Essa è vivente.

Nel 2008 ho fatto registrare presso l'Istituto Nazionale della Protezione Intellettuale (INPI), la PPA, poiché ne sono il creatore. Questo registrazione è valida per tutti gli stati della comunità europea. Ho allora proposto a 10 scuole dell'ASEFOP un contratto che permettesse ai componenti di rappresentare ufficialmente la PPA ma otto scuole hanno rifiutato. Ho dato le mie dimissioni dall'ASEFOP. In quel momento solamente due scuole, il CNRPP di Milano e l'ARFAP di Bassano del Grappa (VI) come pure altri formatori sia europei che di altre nazioni a livello internazionale, hanno deciso di proseguire la formazione con la mia partecipazione.

Nel 2010, abbiamo fondato, con la collaborazione delle formatrici e dei formatori alla PPA, una nuova struttura “L'Ècole Internationale Aucouturier” (EIA), che raggruppa le Formatrici e i Formatori alla PPA, gli Specialisti in PPA, i Centri di Formazione, i Centri di Pratica Psicomotoria e le personalità che si interessano alla cultura della PPA.

Il primo seminario internazionale EIA ha avuto luogo nel 2011 a Tours (Francia), riunendo i formatori e le formatrici del Sud Africa, del Belgio, del Cile, della Spagna, dell'Italia, del Perù, del Portogallo e del Quebec - Canada.

Si tratta di una nuova partenza alla quale io associo delle fedeli collaboratrici e dei fedeli collaboratori con i quali continuo a insegnare la PPA in Europa, in America del Sud e del Nord, e ora anche in Africa del Sud.

Frequentemente mi domandano: “Chi siete voi Bernard Aucouturier?

Dopo aver vissuto tanti anni con e per il bambino, io sono un pedagogista che vive il grande piacere di scambiare, di accompagnare, di dare senza limiti, con entusiasmo, ciò che ho creato, ciò che conosco del bambino, ciò che ho costruito della pratica psicomotoria.
Contemporaneamente rimango curioso delle novità scientifiche, psicologiche e sociologiche che arricchiscono la PPA.
E questa continua a svilupparsi per il benessere del bambino di oggi.

Affinché la PPA perduri nel tempo, ho istituito a Bassano del G., Italia, dentro il quadro dell'ARFAP, con le formatrici e i formatori della PPA, il primo Centro di Formazione delle formatrici e dei formatori alla PPA; altri centri seguiranno in Europa, in America del Sud e del Nord, e in Africa del Sud.

Un bel riconoscimento mi è stato attribuito il 9 novembre 2012: in effetti è stata dedicata a Bernard Aucouturier la Scuola dell'Infanzia Statale di Rorai Piccolo - Porcia in Friuli Venezia Giulia - Italia.

Bernard Aucouturier,
Laurea Honoris Causa

Università Nazionale di Cuyo, Città di Mendoza, Argentina

Recibió la máxima distinción universitaria por su continua y sostenida investigación e intervención en relación con la educación, el desarrollo y los trastornos psicomotores, con la mirada puesta en la problemática de la niñez. Fue ante 350 personas en el Centro de Congresos y Exposiciones de San Rafael. Continua a leggere...